In realtà
il nome dell'ecstasy è una sigla: MDMA.
Per esteso è 3,4-metilenediossi-N-metilamfetamina.
Questa sostanza fa parte delle Fenetilamine per cui molto simile
alle anfetamine, ed è anche affine alla mescalina.
L'ecstasy fu scoperta nel 1912. Nel 1914 fu brevettata dall'industria
farmaceutica Merck.
Concepita inizialmente come farmaco anoressizzante fu in seguito
usata principalmente per completare la composizione di altri preparati
farmaceutici. Verso la fine della rivoluzione del '68 e all'inizio
del periodo "Lisergico" della "Flowers Generation"
fu sintetizzata nuovamente da Alexander Shulgin.
In effetti l'ecstasy rappresentò per una certa controcultura
californiana, e soprattutto per gli intellettuali hippy, l'alternativa
socializzante e più tranquilla dell'acido lisergico (LSD).
Proprio questo aspetto apparentemente poco pericoloso rispetto ad
altri tipi di droghe permette che l'ecstasy sopravviva alla caduta
di quel tipo di cultura lisergica ed anzi venga riproposta all'inizio
degli anni '80 come DANCE-DRUG ovvero droga ricreazionale.
L'apparente scarsa pericolosità dell'ecstasy ha fatto sì
che solo nel 1986 gli Stati Uniti la includessero nella Tabella
1 delle sostanze "dannose senza alcun impiego terapeutico".
Anche in Italia esiste un divieto analogo (D.P.R. 309/90).
Gli effetti:
Gli psicologi negano la componente allucinogena di questo farmaco
che definiscono piuttosto Empatogeno ( Produttore di empatia)
oppure Entactogeno (che smuove dentro).
Le dosi variano dai 75 ai 150 mg e assunti per via orale agiscono
dopo
30-60 minuti. Mentre la maggior parte della sostanza viene filtrata
dai reni ed espulsa dall'organismo il rimanente agisce sul neurotrasmettitore
denominato serotonina.
La serotonina regola l'umore, il ciclo del sonno, lo stimolo della
fame e della sete oltre all'emotività, lo stimolo sessuale
ecc,.
L'ecstasy provoca un aumento della produzione del predetto neurotrasmettitore
enfatizzandone gli effetti relativamente alle sue funzioni specifiche.
In pratica aumenta la loquacità, la spensieratezza, il
benessere prodotto dall'attività motoria, la socialità.
Dopo tre-quattro ore inizia la fase down in cui la serotonina
cala la produzione. Gli effetti del down sono sonnolenza, cefalea,
spesso sindrome di persecuzione. In casi di sovradosaggio si verificano
fenomeni di alterazione dell'andatura, perdita di equilibrio,
trisma (contrazione della mascella) parziali temporanee amnesie,
attacchi di ansia. Altri effetti collaterali dell'uso dell'ecstasy
sono: secchezza delle fauci, crampi, nausea. Da un punto di vista
clinico si nota un aumento della pressione sanguigna e del battito
cardiaco, rialzo della temperatura. Il pericolo derivante da un'alterato
ritmo cardiaco unito alla scarsa idratazione spesso porta al colasso
cardicircolatorio ed all'ipertermia maligna cioè un rialzo
della temperatura corporea che si attesta a circa 41°-42°.
A questa temperatura il sangue potrebbe coagularsi e creare dei
grumi intorno alle pareti arteriose.
Come coagulante questo processo utilizza quello presente nel sangue
dedicato alla normale emostasi. Dobbiamo tener presente che di
solito nel cervello sono presenti microlesioni e miniabrasioni
che vengono tamponate dalle normali sostanze anticoagulanti contenute
dal nostro sangue. E' chiaro che impoverendo queste sostanze a
causa dell'ipertermia, si accresce fortemente il pericolo di emorragie
cerebrali, emorragie interne, ictus.
Inoltre i livelli serotoninici dopo l'assunzione dell'ecstasy,
per ritornare normali impiegano mediamente 10-12 giorni. E' evidente
che un'assunzione settimanale di ecstasy, impedisce stabilmente
il ripristino del livello di serotonina. Il risultato dell'abbassamento
di questo neurotrasmettitore porta a: delirio di persecuzione
e paranoia,
psicosi maniaco depressive, allontamamento del senso di realtà,
iperattività, allucinazioni, perdita di memoria.
L'assunsione di ecstasy unitamente ad antidepressivi od alcol
aumenta a livello esponenziale il suo livello di pericolosità.
Tale sinergia, unita alla stanchezza prodotta dalle ore passate
ballando durante le serate in discoteca, è la causa pricipale
delle cosidette "stragi del sabato sera".
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